Presentata la mozione di sfiducia. Martinelli: perché dimettermi? Ci vediamo in consiglio
San Benedetto del Tronto | Documento firmato da una maggioranza di consiglieri: 16. Baiocchi: ho firmato, ma non lo voterò in aula. Lopposizione: i voti saranno 18 se non 21
di Giovanni Desideri
Numero di protocollo 52.155 di lunedì 11 ottobre 2004: lormai famosa mozione di sfiducia al sindaco di San Benedetto Domenico Martinelli è stata protocollata questa mattina, firmata da 16 consiglieri sui 30 che compongono il consiglio comunale. Oltre alle 11 firme di Ulivo più Rifondazione, il documento contiene gli autografi di Eldea Angellotti e Stefano Nico di Alleanza Nazionale, Francesco Baiocchi della Lista Martinelli, Giovanni Chiarini del Gruppo Misto, Vincenzo Rosini della Lega Nord.
Da sottolineare: il documento porta la data del 26 agosto, giorno in cui, come assicura Baiocchi, furono apposte le firme dei cinque consiglieri non riconducibili al centrosinistra, nello studio del dott. Rosini. Baiocchi specifica: da quel giorno il documento è stato custodito da Giovanni Chiarini. Lavesse conservato Rosini, lavrebbe immediatamente diffuso a mezzo stampa. Cosa che infatti fece, al telefono (v. articoli connessi).
Il sindaco Martinelli dice tutto in poche parole: perché dimettermi? Se mi sfiduciano in consiglio comunale me ne vado.
La mozione verrà inserita tra i punti allordine del giorno del consiglio comunale già convocato per il 21 ottobre? In termini di legge questo è possibile: è larticolo 52 del T.U.E.L. a disporre che per discutere una mozione di sfiducia il presidente del consiglio abbia facoltà di convocare il consiglio stesso non prima di 10 giorni dalla presentazione della mozione, ma non oltre i 30. Il 21 sembra quindi essere la prima data utile.
Quanto alla sorte di alcuni punti già allordine del giorno di quel consiglio, come il riequilibrio di bilancio o la convenzione con la Sambenedettese, essi potrebbero non essere discussi affatto. Rispunta invece la data che alcuni danno come la più probabile per le elezioni anticipate: domenica 10 aprile, contestualmente alle elezioni regionali.
Il primo commento politico non arriva da uno dei sedici firmatari, ma dal consigliere regionale dei Verdi Pietro DAngelo: non vorrei che queste firme fossero solo un ricatto di qualcuno della maggioranza, per andare allincasso, in base a ciò che il sindaco è disposto a concedere.
Le dichiarazioni di Francesco Baiocchi sono di pochi minuti successive. Baiocchi innesta la retromarcia in piena corsa: avevo firmato il 26 agosto solo per ottenere lallontanamento di Sestri. Ma in consiglio comunale non voterò la mozione. Dal centrosinistra assicurano: sapevamo di questa possibile defezione. In consiglio comunale la mozione verrà votata da 18 se non da 21 consiglieri.
Quel che è certo è che sul documento presentato questa mattina cè una cancellatura: non è un mistero che si trattasse del nome di Pietro Giudici dellUDC, il cui nome era stato fatto sin dal primo momento, ma che poi non firmò.
Le schermaglie non finiscono qui. Perché la mozione non è stata presentata il 27 agosto? Non erano stati perfezionati accordi con la minoranza, dice uno dei cinque firmatari di cui sopra. Non è assolutamente vero. In termini di legge noi potevamo presentare una mozione di sfiducia con solo 12 firme. Se non labbiamo fatto è stato solo perché cera la possibilità di averne 16, è la replica del coordinatore comunale dellUlivo Giovanni Gaspari.
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11/10/2004
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