Pausa di campionato e di riflessione alla Fermana.
Grottammare | Molti gli acciaccati, si riflette sulla classifica scaturita dopo le tre sconfitte consecutive.
di Paolo Gaudenzi
Si lavora e si riflette alla Fermana. La baby-gang che aveva stupito tutti sino ad un mese fa, è andata incontro ad un fiseologico calo di concentrazione subito riflettutosi in classifica, andando a ledere anche i meriti sino a poco prima ampiamente meritati. Sconfitte che, tuttosommato, potevano anche starci contro Reggiana ed Avellino, ciò che ha complicato il quadro è stato lo stop incassato tra le mura amiche contro il Cittadella, squadra gagliarda ma tuttavia alla portata dei canarini.
Per ripartire al meglio nell'anno nuovo, l'unica arma che hanno a disposizione gli uomini di mister Cari è il lavoro. Dal punto di vista dell'impegno niente da dire alla compagine del presidente Battaglioni, che sarà impegnata in allenamento sia il 31 dicembre che nel primo giorno del 2005.
Altro avversario contro cui combattere è la panchina corta: già di suo la rosa è abbondantemente al di sotto di tutte le altre squadra per ciò che compete all'età, figuriamoci quanto tra i "verdi" vanno a mancare per giunta quelli che potrebbe essere definiti, nel contesto, esperti.
Onesti sta affrettando i tempi del rientro, Testa è ancora alle prese con le solite noie muscolari, Smerilli non è al top caviglia parlando, Di Bari reduce da un brutto colpo al torace e dulcis in fundo Kalambay starà fuori un mese per via dello stiramento al quadricipite.
Se vogliamo mettere la ciliegina sulla torta, consideriamo anche la squalifica di Cotroneo per il prossimo turno di campionato. Con la situazione appena descritta, mister Cari non ha certo di che festeggiare nei prossimi giorni anche se reputiamo di considerare il trainer ex-Giugliano persona consapevole di ciò che gli sta in torno: società, squadra e città.
Propio da quest'ultimo elemento ci si aspetta un 2005 diverso rispetto all'anno in scadenza. Se si vuole mantenere la squadra nella nobilissima categoria attuale c'è bisogno del supporto di tutti, come spesso recitano le personalità del direttivo fermano.
Lavoro quindi, di sicuro incentrato sulle palle ferme come i velenosi calci d'angoli (Cittadella in ultimo) e sulla sterilità dell'attacco canarino, a secco di gol all' attivo da diversi turni.
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23/12/2004
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