Un incendio di vaste proporzioni alla periferia di Cupra
Cupra Marittima | Probabile origine dolosa. Le fiamme sono arrivate a lambire le mura e le abitazioni del vecchio incasato con il conseguente ed inevitabile sgombero di alcune case e l'estenuante lavoro delle squadre di soccorso ridotte al lumicino.

Il Paese Alto di Cupra Marittima ieri pomeriggio si è trovato in un girone dell'Inferno Dantesco. Un incendio, tra i più pesanti visti in Riviera, ha preso a divampare, sulle colline poste alle porte della città e ancora una volta dietro il rogo dovrebbe esserci la mano dei piromani.
Le fiamme sono arrivate a lambire le mura e le abitazioni del vecchio incasato con il conseguente ed inevitabile sgombero di alcune case e l'estenuante lavoro delle squadre di soccorso ridotte al lumicino a causa dell'emergenza roghi che sta interessando da giorni l'ascolano.
A supporto dei pochi vigili del fuoco, in compenso, si sono precipitati sul posto i Carabinieri delle stazioni di Cupra e Ripatransone, le pattuglie della Polizia stradale,gli uomini del commissariato sambenedettese e quelli della Protezione Civile Cuprense.
Tutti mobilitati per far fronte all'infernale pomeriggio. Le fiamme hanno preso a divampare poco dopo le 17 sulle colline poste a ridosso del Castello di Sant'Andrea, di fronte alla vasta area pianeggiante del cimitero e proprio la linea più sporgente di abitazioni del vecchio incasato. Le squadre di soccorso sono comunque riuscite a circoscrivere l'area allontanando il rogo dal centro abitato e affrontandolo qualche metro più ad ovest. Alcuni dei residenti sgombrati dalle abitazioni a rischio hanno trovato riparo presso l'area del cimitero da dove hanno potuto seguire le fasi dei soccorsi a debita distanza, sconvolti ed in forte apprensione. "Lì in mezzo - ha raccontato uno di loro - non si riusciva a vedere nulla. Il fumo non ci permetteva neppure di distinguere le forme. Da qui sembra che stia venendo giù il Paese Alto".
La portata dell'incendio, in concomitanza con gli altri roghi che si sono sviluppati nel sambenedettese, e il forte vento di scirocco, hanno contribuito alla brusca impennata delle temperature che ieri, lungo la Riviera, ha reso l'aria letteralmente irrespirabile ed ha visto la colonnina di mercurio salire abbondantemente sopra i 40 gradi, il tutto nel corso di un pomeriggio d'inferno per i soccorsi che, ieri, sono stati costretti a degli autentici miracoli.
Caos anche lungo l'autostrada. La corrente elettrica, a causa dell'incendio, è saltata anche sotto la galleria che passa a ridosso del paese provocando code e disagi. Paralizzata la statale 16. Un'altra giornata d'inferno va in archivio. La gente spera he sia veramente l'ultima.
Le fiamme sono arrivate a lambire le mura e le abitazioni del vecchio incasato con il conseguente ed inevitabile sgombero di alcune case e l'estenuante lavoro delle squadre di soccorso ridotte al lumicino a causa dell'emergenza roghi che sta interessando da giorni l'ascolano.
A supporto dei pochi vigili del fuoco, in compenso, si sono precipitati sul posto i Carabinieri delle stazioni di Cupra e Ripatransone, le pattuglie della Polizia stradale,gli uomini del commissariato sambenedettese e quelli della Protezione Civile Cuprense.
Tutti mobilitati per far fronte all'infernale pomeriggio. Le fiamme hanno preso a divampare poco dopo le 17 sulle colline poste a ridosso del Castello di Sant'Andrea, di fronte alla vasta area pianeggiante del cimitero e proprio la linea più sporgente di abitazioni del vecchio incasato. Le squadre di soccorso sono comunque riuscite a circoscrivere l'area allontanando il rogo dal centro abitato e affrontandolo qualche metro più ad ovest. Alcuni dei residenti sgombrati dalle abitazioni a rischio hanno trovato riparo presso l'area del cimitero da dove hanno potuto seguire le fasi dei soccorsi a debita distanza, sconvolti ed in forte apprensione. "Lì in mezzo - ha raccontato uno di loro - non si riusciva a vedere nulla. Il fumo non ci permetteva neppure di distinguere le forme. Da qui sembra che stia venendo giù il Paese Alto".
La portata dell'incendio, in concomitanza con gli altri roghi che si sono sviluppati nel sambenedettese, e il forte vento di scirocco, hanno contribuito alla brusca impennata delle temperature che ieri, lungo la Riviera, ha reso l'aria letteralmente irrespirabile ed ha visto la colonnina di mercurio salire abbondantemente sopra i 40 gradi, il tutto nel corso di un pomeriggio d'inferno per i soccorsi che, ieri, sono stati costretti a degli autentici miracoli.
Caos anche lungo l'autostrada. La corrente elettrica, a causa dell'incendio, è saltata anche sotto la galleria che passa a ridosso del paese provocando code e disagi. Paralizzata la statale 16. Un'altra giornata d'inferno va in archivio. La gente spera he sia veramente l'ultima.
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30/08/2007
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