Morte di Marco Campanelli, due condanne per omicidio colposo
San Benedetto del Tronto | 8 mesi di reclusione, (pena sospesa) per Claudio Sturbini e Giuseppe Sordoni, funzionari incaricati della manutenzione del raccordo autostradale Ascoli-Porto d'Ascoli, in riferimento all'incidente stradale avvenuto il 26 dicembre 2003.
di Stefania Mezzina

Il giudice Giuliana Filippello ha condannato a 8 mesi di reclusione, (pena sospesa) Claudio Sturbini e Giuseppe Sordoni, nella rispettiva qualità di funzionari incaricati della manutenzione del raccordo autostradale Ascoli-Porto d'Ascoli. Ritenendoli responsabili di omicidio colposo, in riferimento all'incidente stradale avvenuto il 26 dicembre 2003, a causa del quale perse la vita Marco Campanelli, figlio di Antonio, noto commerciante di San Benedetto.
Emettendo la sentenza, alla presenza della madre e della sorella dello sfortunato ragazzo, il giudice ha accolto la richiesta del pm Pierluigi Acciaccaferri, che nelle sue conclusioni ha evidenziato la certezza, circa la responsabilità dei due uomini, alla luce della perizia effettuata dai tecnici, dalla quale è emerso che il guard rail, dopo essersi infilato dentro l'autovettura guidata dal giovane si era sganciato dai fori in sovrapposizione delle lastre, per la mancanza di otto regolamentari bulloni. I due funzionari, difesi dall'avvocato Nazario Agostini, sono stati condannati al risarcimento dei danni, da determinarsi in sede civile.
"Abbiamo introdotto la tematica della responsabilità del direttore generale dell'Anas del compartimento Marche, in riferimento alla manutenzione omessa delle strade", afferma l'avvocato Alessandro Angelozzi, per mezzo del quale, con i colleghi Ivo Iachini e Dante Scardecchia, la famiglia di Marco Campanelli si è costituita parte civile. Il tragico schianto avvenne all'altezza del bivio per Monteprandone.
L'auto guidata dal giovane percorreva la superstrada, quando dopo una improvvisa sbandata sulla carreggiata andò a sbattere violentemente contro un guard-rail; a causa del tremendo impatto le lamiere della protezione stradale si spezzarono, infilandosi dentro l'autovettura da parte a parte e colpendo mortalmente Marco Campanelli. Il pm ha chiesto il non doversi procedere nei confronti di un ulteriore imputato, per la sua prematura morte.
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17/07/2009
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