San Benedetto ricorda la tragedia del "Pinguino"
San Benedetto del Tronto | La Città commemora i cinquant'anni dal naufragio del motopeschereccio.
di Umberto Sgattoni
Nella mattinata di sabato 20 febbraio, intorno alle ore 10, presso la radice del Molo Nord "Rodi", si è tenuta la cerimonia commemorativa del 50° anniversario della tragedia del motopeschereccio "Pinguino".
Erano presenti le autorità civili, militari e religiose; i rappresentanti della Marineria sambenedettese; i familiari delle vittime ed una considerevole partecipazione di cittadini.
La rappresentanza di delegati della limitrofa Grottammare e del Consiglio Regionale delle Marche, ha reso ancor più tangibile e concreta l'adesione sincera di una fraterna e sentita vicinanza di un intero territorio nei confronti della città di San Benedetto; nel vivo ricordo dei suoi figli dispersi in mare; nella condivisione del dolore di una comunità e di intere famiglie dilaniate da simili, immani e strazianti tragedie.
Era la notte fra il 19 e il 20 febbraio del 1966 - cinquant'anni fa - quando si consumava la tragedia del Motopesca Pinguino: affondato nelle acque dinnanzi alla costa della Mauritania, con a bordo otto sambenedettesi, un grottese, tre lampedusani ed un marinaio di Formia.
Questi i loro nomi: Alberto Palestini, Elio Voltattorni, Domenico Romani, Ruggero Spina, Agostino Greco, Giuseppe Greco, Felice Taranto, Giuseppe Monti, Divo Bruni, Tommaso Bruni, Antonio Pompei, Vittorio Fidanza e Vittorio Scartozzi.
L'Atlantico restituì solo quattro corpi delle tredici vittime.
"Anche se sono trascorsi 50 anni", così ha esordito Adalberto Palestini - figlio di Alberto, comandante del motopesca - "il ricordo non si è mai sopito; è un ricordo pieno di tristezza. Ed anche se non vi sono certezze su come sia avvenuta la disgrazia, oggi non è più così importante conoscerne le cause. Avevo sette anni quando ci fu l'affondamento. E' un ricordo lontano nel tempo, ma sempre vivo nel mio cuore, in quello dei miei familiari ed in quello della città che con la sua partecipazione, anche oggi lo sta dimostrando".
Nella sua toccante testimonianza, il Palestini, nel rendersi interprete del sentimento dei familiari delle vittime del mare ha sottolineato: "Condividere questa sofferenza, dà forza e viva speranza che tragedie simili non debbano mai più ripetersi".
"Nella tragedia che la mia famiglia ha vissuto, almeno rispetto alle altre, essa ha avuto la consolazione di riavere dal mare il corpo di mio padre. Abbiamo così un luogo sul quale poter versare le nostre lacrime".
"Oggi quando guardo il mare - ha concluso Palestini - penso al dolore che ci ha provocato; ma penso anche al significato profondo che il mare ha per tutti noi sambenedettesi".
Dopo che il Sindaco, per conto della cittadinanza, ha deposto una corona d'alloro sulla lapide che ricorda le vittime, il parroco della Cattedrale della Madonna della Marina don Romualdo Scarponi, nel pregare in loro suffragio, ha affidato la Marineria e l'intera Comunità sambenedettese alla Madonna della Marina, la Stella del Mare.
Di particolare intensità, la lettura da parte di Chiara Cesari, attrice dell'associazione "Ribalta Picena", della lirica "Ciarevedème su!" - pianto della sposa del pescatore vittima di naufragio - commovente poesia del grande poeta sambenedettese Giovanni Vespasiani.
Il Comandante della Capitaneria di Porto Gennaro Pappacena, nel ribadire l'impegno quotidiano a servizio, a supporto ed a tutela della sicurezza di chi lavora ed opera in mare, ha poi inteso onorare la memoria delle vittime definendole "ragazzi da prendere ad esempio".
Il Sindaco Giovanni Gaspari, nel ringraziare i presenti, ha espresso la convinzione che una partecipazione così sentita in momenti come questi, sia significativa testimonianza di come una comunità intera sappia e voglia riconoscersi e ritrovarsi nel dolore delle famiglie vittime del mare: nella comunione sincera di una città solidale; nell'impegno che ciascuno - le istituzioni in primo luogo - deve profondere in termini di sensibilizzazione, salvaguardia e tutela di chi va per mare.
Un particolare ringraziamento è andato all'Associazione Pescatori Sambenedettesi, al Circolo Mare Bunazze al Circolo dei Sambenedettesi: preziosi custodi e testimoni del patrimonio della memoria identitaria e culturale cittadina.
Ha fatto seguito, presso la sede dell'Associazione Pescatori Sambenedettesi, dopo l'intervento commosso del presidente Pasquale Pignati - che nel ringraziare i presenti ha rivolto un pensiero a chi non c'è più - la proiezione del Documentario "L'Ultimo Viaggio. Storia del M/p Pinguino e del suo equipaggio", realizzato da Nadia Mazzarella, Lorenzo Olivieri, Matteo Troli.
Al termine della proiezione, la commozione in sala, era palpabile e diffusa.
"La Marineria Sambenedettese si è fatta conoscere nel mondo per il suo valore, il suo coraggio, le sue capacità, le sue virtù. E San Benedetto si è fatta apprezzare nel mondo per la sua Marineria." questo, l'ultimo pensiero di Adalberto Palestini: nell'auspicio che la Marineria Sambenedettese possa continuare ad incarnare l'anima e l'identità della Città.
Nel pomeriggio, è stata celebrata una Santa Messa in suffragio delle vittime presso la Cattedrale della Madonna della Marina.
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21/02/2016
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