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Le proposte fatte da Italia Nostra per l'utilizzazione dell'area Ex-Carbon.

Ascoli Piceno | L'area ex-Carbon rappresenta un problema e un'opportunità per lo sviluppo della città, per il rilancio dell'immagine, per la definizione del suo ruolo e funzione in un ambito più ampio di quello delimitato dall'attuale esigua dimensione amministrativa

di Prof. Gaetano Rinaldi*

Area Carbon

Al Sig. Sindaco di Ascoli Piceno, al Chiar.mo Prof. Umberto Cao, alle Associazioni Culturali cittadine, al Presidente Nazionale di Italia Nostra, agli Organi d'Informazione.

L'area ex-Carbon e il ruolo di Ascoli Piceno.Le proposte di Italia Nostra.

Per Italia Nostra l'utilizzazione dell'area ex-Carbon va vista nella prospettiva della proposta della Opzione Culturale e nello specifico della realizzazione del "Distretto Culturale", come ipotesi di sviluppo della città. In pratica l'area ex Carbon dovrebbe diventare lo spazio da utilizzare come "Laboratorio" innovativo per
avviare e rendere possibile questo processo rivoluzionario.

Già la stessa utilizzazione dell'area dovrebbe porsi come primo atto della realizzazione del Distretto Culturale quale laboratorio per la definizione delle modalità da seguire per il restauro ambientale ed urbano e la conservazione, valorizzazione e fruizione del territorio del proposto Distretto. Così la parte destinata alla residenzialità dovrebbe essere utilizzata per ospitare studiosi, ricercatori, visitatori con costruzioni ecosostenibili, di impianto innovativo, come un vero e proprio " campus " da prendere come esempio e da studiare per la definizione dei nuovi modi di costruire.

La parte destinata a verde non dovrà apparire come una zona residuale, ma porsi come un laboratorio per l'individuazione delle forme di intervento sul territorio più efficaci al fine del recupero e restauro ambientale.
L'eventuale spazio destinato alle attività commerciali naturalmente non deve ridursi alla realizzazione, in questo spazio pregiato, di un ulteriore centro commerciale, di cui non si sente assolutamente il bisogno. Potrà essere giustificato ed accettato invece l'eventuale realizzazione di spazi commerciali destinati alla presentazione delle eccellenze del territorio.

Infatti, in questo modo, si eviterà che anche questo spazio della città diventi un "non luogo" come i tanti altri già realizzati, sì da contribuire ulteriormente all'impoverimento della vitalità commerciale delle altre zone cittadine ed in particolare del Centro Storico. Il Polo Tecnologico diventa naturalmente lo spazio vitale e fondamentale di questa avveniristica proposta.

Qui dovranno essere allocati centri ricerca, centri per l'elaborazione dati, spazi espositivi, laboratori artigianali, centro congressi, spazi per attività produttive ecc. Ponendosi, peraltro, l'obiettivo di far diventare questo Polo come il Laboratorio e Punto di riferimento e studio dei Distretti Culturali da realizzare in tutta Italia, nella convinzione che questa sia l'unica strada percorribile per interrompere l'opera intollerabile di consumo e distruzione della nostra più grande ricchezza( territorio, paesaggio, memoria storica), quella che ci è stata lasciata in eredità dai nostri antenati e che noi abbiamo l'obbligo di lasciare in eredità ai nostri discendenti. Tenuto conto, inoltre, della proposta creazione della Macro-Regione Adriatico-Ionica il Laboratorio del Distretto dovrà porsi l'obiettivo di estendere a tutta l'area di questa Macro Regione questa forma ed ipostesi di sviluppo. È certo che questa sarebbe una scelta molto intelligente, in quanto probabilmente si potrebbero utilizzare forme di finanziamento dell'Unione Europea.

Nel frattempo la Fondazione di Ascoli Piceno potrebbe prendere in considerazione anche l'eventuale possibilità di dirottare ad Ascoli l'importo già destinato a San Benedetto del Tronto per l'accennata opera architettonica di grande valore, tenuto conto sia del fatto che, a quanto sembra, il previsto finanziamento non sarà più utilizzato per quella località sia del fatto che da noi è stata già formulata la proposta di destinare la detta opera a sede di un "Centro per la cultura della Macro Regione Adriatico_Ionica". Quale migliore occasione di contribuire in maniera efficace ad avviare un processo di sviluppo inimmaginabile del nostro territorio?

*Presidente della Sezione di Italia Nostra

05/07/2013





        
  



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