Il primato della persona al centro
Ascoli Piceno | Il convegno dinaugurazione del Club Liberal di Ascoli Piceno ha ribadito i principi guida del pensiero liberale. I temi affrontati: partito unico e riforma elettorale.
di Stefania Mistichelli
Inaugurazione in pompa magna per il neonato Club Liberal della Provincia di Ascoli. Il convegno inaugurale, che si è tenuto ieri 14 ottobre presso la Sala Marco Scatasta del Centro Docens, ha visto la partecipazione di colui che 10 anni fa diede vita alla Fondazione Liberal e che tuttora la presiede, lonorevole Ferdinando Adornato, e del presidente del Club ascolano Stefano Ojetti, oltre che il coinvolgimento di parlamentari, coordinatori regionali, senatori e simpatizzanti dellarea liberale.
A moderare lincontro la giornalista Natalia Encolpio, caposervizio de Il Resto del Carlino, mentre il grande assente è stato lonorevole Antonio Tajani, vice presidente PPE, che, rimasto imbottigliato in autostrada, non è arrivato in tempo per partecipare allincontro.
Incontro che in ogni caso è stato ricco di argomentazioni e spunti di dibattito attorno ai due temi centrali: partito unico e riforma elettorale.
Al aprire il convegno il neo presidente Stefano Ojetti, in quale ha tracciato brevemente la storia e gli intenti della Fondazione Liberal. La Fondazione Liberal spiega Ojetti nasce nel 95 per iniziativa di Ferdinando Adornato, per favorire lincontro dei valori etici e politici del pensiero liberale laico e cattolico nel rispetto della persona, della famiglia, e della comunità civile. Dallinizio del 2000 la Fondazione si è organizzata su scala nazionale aprendo club in alcune delle maggiori città italiane caratterizzandosi come movimento culturale che non esercita direttamente funzioni politiche, ma che agisce sul piano culturale per costruire una rete di pensieri e di valori che accompagnino in senso liberale la società italiana. E su queste basi che recentemente si è costituito anche nella nostra città il club provinciale Liberal.
Sono seguiti i saluti del Sindaco di Ascoli ing. Piero Celani e quelli del Senatore dellUDC Alessandro Forlani e del coordinatore regionale di Forza Italia prof. Remigio Ceroni, i quali, parlando di capacità di innovazione politica e di partito unico, hanno in qualche modo anticipato i temi del dibattito, che Adornato nella sua relazione ha sviluppato ampiamente.
Una lezione di storia, quella dellOn. Adornato, che ha percorso con tratti brevi la storia del sistema politico italiano da Don Sturzo a Moro, da tangentopoli alla nascita di Forza Italia, fino alla attualissima riforma elettorale e allauspicato partito unico dispirazione liberale.
Parla di una ricostruzione politica e culturale lonorevole Adornato, e di una rivoluzione che solo i moderati sarebbero in grado di promuovere e portare avanti.
Negli anni 90 spiega Adornato - improvvisamente i partiti politici che avevano guidato lItalia per 50 anni sono stati spazzati via, creando un vuoto potenzialmente molto pericoloso, colmato da un imprenditore, Berlusconi. Sì è aperta così una lunga fase di transizione, che ancora prosegue. Lidea di Adornato è che sia giunto il momento di chiudere tale fase, ponendo le basi per un sistema politico stabile che accompagni lItalia per i prossimi 40 anni.
È qui che Adornato affronta il tema della legge elettorale, che passata ieri alla Camera, attende ora il vaglio del Senato. Quella che lopposizione chiama legge truffa, ripescando un termine Degasperiano, non è altro che una correzione del maggioritario; se infatti il sistema elettorale maggioritario, spiega Adornato prevedendo il premio di maggioranza, favorisce la governabilità, il proporzionale serve a dare rappresentanza ai partiti, perché i seggi corrispondono ai voti. La nuova legge elettorale non sigla un ritorno al proporzionale, ma semplicemente riduce il differenziale tra chi vince e chi perde, in quanto diminuisce il premio di maggioranza.
Riforma elettorale e partito unico di centro destra siglerebbero la chiusura della transizione. Sul partito unico infatti Adornato auspica la sua costituzione prima delle elezioni della prossima primavera. Ci sono tutti gli elementi per superare le divisioni e giungere ad una sintesi delle diverse posizioni, in nome del massimo principio guida del pensiero liberale, il primato della persona, principio questo condiviso da laici come dai cattolici. Questo il parere di Adornato, che sostiene con forza che il futuro della democrazia italiana sta nel superamento dei vecchi pregiudizi (liberalismo antisolidale o anticlericale) e nella lotta al relativismo culturale, in nome dei principi morali dettati dal diritto naturale.
Allintervento di Adornato è seguito un corposo dibattito, che si è concluso con il mandato consegnato alla Fondazione Liberal, e quindi anche ai circoliprovinciali, di vigilare sul cammino unitario di tutto il centro-destra e di dare il suo contributo di innovazione e di formazione della futura classe politica.
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15/10/2005
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