Asl 12, DS durissimi sulla mancata conferma del dott. Marabini: "ora basta, D'Ambrosio si dimetta!"
San Benedetto del Tronto | I DS di San Benedetto: "collaboreremo con il nuovo direttore se intende proseguire con il potenziamento della nostra Asl, di nuovo penalizzata con l'allontanamento di un ottimo dirigente".
di Giovanni Desideri
"Un fulmine a ciel sereno", "territorio sconfitto ed umiliato": espressioni che racchiudono la sorpresa e l'indignazione dei DS di San Benedetto del Tronto per la mancata conferma del dott. Mauro Marabini alla guida della Asl 12. Gran tempesta: ai fulmini i DS rispondono tuonando, ovvero chiedendo le dimissioni di Vito D'Ambrosio, presidente della Giunta di centrosinistra della Regione Marche, indicato come responsabile di una lunga serie di vessazioni nei confronti della sanità locale.
Su questo tema si è svolta una conferenza stampa lunedì 1 gennaio nella sede dell'Ulivo di via Mazzocchi, alla presenza di molti esponenti del partito, da Giovanni Gaspari (coordinatore dell'Ulivo cittadino, capo gruppo dei DS in Consiglio Comunale) a Giuseppe Cameli (segretario della sezione sanità dei DS), a Federico Olivieri (consigliere comunale). Presente anche il segretario regionale della Confesercenti Paolo Perazzoli, già sindaco per due mandati.
Secondo Gaspari "la scelta di D'Ambrosio forse non dipende dalla volontà di smantellare la Asl 12, ma soltanto da insipienza nella gestione degli equilibri regionali. In entrambi in casi, per il bene delle Marche, chiediamo che rimetta il mandato prima della sua scadenza nel 2005".
Perazzoli: "spero che l'ANCI protesti per questo mercanteggiamento, dovuto all'attuale fase preelettorale. Marabini ha svolto un ottimo lavoro. È gravissimo che ancora una volta un nuovo direttore debba iniziare da capo il suo lavoro".
Le critiche a D'Ambrosio da parte dei DS partono da lontano. Dice ancora Gaspari: "D'Ambrosio è stato eletto con il contributo determinante degli elettori di questa parte delle Marche, ma per l'ennesima volta li umilia. Nel '96 avevamo un ottimo direttore generale della Asl, il dott. Gianfranco Salvi, apprezzato dalla Conferenza dei Sindaci e dal centrosinistra. Salvi non fu riconfermato, al suo posto arrivò il dott. Renato Angelone, criticato da tutti, ma mantenuto al suo posto per tutti i cinque anni del mandato".
L'epilogo: "dal giugno 2002 abbiamo avuto il dott. Marabini, che oltre a vantare un curriculum di grande prestigio, si è conquistato un consenso diffuso e generalizzato, compiendo una validissima opera di riqualificazione e razionalizzazione del servizio sanitario locale, risollevando diversi reparti ospedalieri e migliorando il servizio per i cittadini. Sue ultime realizzazioni il nuovo reparto di Oncologia e il parcheggio esterno all'ospedale. Ora una così valida dirigenza viene smantellata".
Proteste generalizzate. I consiglieri comunali Olivieri e Franceschini hanno inviato un telegramma di protesta a D'Ambrosio, del seguente tenore: "vergogna! Ancora una volta San Benedetto del Tronto è la pattumiera della sanità marchigiana!".
Giuseppe Cameli: "lavoro da 33 anni all'ospedale e non avevo mai assistito all'unanime disapprovazione del personale per la mancata conferma di un dirigente come in questo caso. Ciò che noi DS contestiamo è il metodo: altrove si realizza grande continuità nella gestione delle strutture sanitarie, qui si cambia in continuazione, soprattutto quando ci capita di avere ottimi dirigenti. Vorrei indicare nell'integrazione tra le strutture di Ascoli e San Benedetto uno dei più validi progetti di Marabini. Il fatto che non sia stato confermato è una penalizzazione e un'ingiustizia!".
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01/01/2004
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