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E' un incanto il nuovo Duomo di Teramo

Teramo | Riapre ai fedeli nello splendore di luci, spazi e colori, dopo tre anni. Scoperti il cunicolo dei vescovi aprutini, la cripta di San Berardo e la cinta difensiva bizantina della città. Mons. Michele Seccia: "E' la Casa-madre dei Teramani, ringrazio tutti"

di Nicola Facciolini

E’ un incanto il nuovo Duomo di Teramo: riapre ai fedeli nello splendore di luci, spazi e colori, dopo tre anni

Sarà la Santa Messa Diocesana di sabato 8 settembre 2007, con i riti di consacrazione e benedizione, e la solenne concelebrazione eucaristica alla quale Mons. Michele Seccia, vescovo della diocesi aprutina, ha invitato tutti i sacerdoti e religiosi della Diocesi di Teramo-Atri, a festeggiare la riapertuta ufficiale del Duomo di Teramo e a salutare l'ingresso dei fedeli.

E' un incanto dopo nove secoli di storia. Perché domina la luce nel nuovo Duomo di Teramo. Nuovo nella configurazione, per illuminazione e suoni ad alta fedeltà con effetti miracolistici immediatamente percepibili in un gioco di ombre e chiaro-scuri sapientemente orchestrati nella "selva" plastica delle colonne nella navata centrale. Dopo tre anni di delicati lavori di somma urgenza per il restauro della pavimentazione e il ripristino dell'essenziale climatizzazione, i Teramani tornano finalmente in possesso della loro "casa-madre".

Lavori, iniziati il 1° settembre 2004, del costo di oltre due milioni di euro, che hanno permesso ai tecnici di operare significative migliorie nella Cattedrale, di studiare il Duomo con i mezzi della moderna scienza e tecnologia, come mai prima di allora era stato fatto, di scoprire il cunicolo dei vescovi aprutini di epoca bizantina, la cripta di San Berardo (VIII secolo) con le basi di quattro colonne e affreschi bizantini raffiguranti forse san Berardo, visibili tramite un oblò e una finestra di vetro, e (forse) la cinta difensiva bizantina della città. Al dott. C. Angeletti l'ultima parola per la verifica ufficiale delle scoperte. Se n'è parlato alla conferenza stampa del 5 settembre 2007, nella Sala dell'Episcopio (Casa del Vescovo) di Teramo, prima del sopralluogo insieme ai giornalisti.

Tante e tali le "scoperte e migliorie" annunciate ed eseguite nei lavori di messa in sicurezza effettuati dall'ing. Taraschi, da non trovare spazio in solo articolo di cronaca. Alla conferenza hanno partecipato S.E. Mons. Michele Seccia, don Gabriele Orsini, che ha seguito tutte le fasi dei lavori (assente l'Assessore regionale alla Cultura Betty Mura), l'arch. Roberto di Paola, direttore generale della Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici per l'Abruzzo, la prof.ssa Luisa Franchi dell'Orto del Comitato tecnico-scientifico e l'ing. Carlo Taraschi, direttore dei lavori.

Al termine della conferenza è stata effettuata una visita al Duomo, per illustrare i lavori svolti, che rimarrà per sempre nella memoria dei partecipanti. Nuova la pavimentazione, originale come quella di 850 anni fa, bianca in calcare come per tutte la basiliche della fascia adriatica, al posto del cotto degli anni Settanta del XX Secolo. Fortificato il grande arco della navata centrale. Superba e maestosa l'illuminazione della cattedrale con luci modulabili in nove diverse configurazioni; climatizzazione d'avanguardia garantita da sensori esterni e interni in grado di regolare automaticamente la giusta temperatura entro i due metri dal pavimento; unione degli spazi e dei tempi, tra il piano superiore della cattedrale e la cripta di san Berardo e il cunicolo dei vescovi (illuminati) con feritoia e "tappeto" in vetro.

"La riapertura al culto della Cattedrale Aprutina dopo alcuni anni di chiusura per lavori di restauro e indagini archeologiche - rivela S.E. Mons. Michele Seccia, arcivescovo della Diocesi di Teramo-Atri - mi offre la gradita occasione di affidare a quanti hanno atteso con ansia questo momento storico, il mio più sentito ringraziamento".

I Teramani desiderano approfondire conoscenza e amore verso il Duomo e i tesori d'arte in esso custoditi: la Curia ha in animo la definizione del programma per un convegno scientifico e un concerto di musica classica. "Dal mio arrivo a Teramo, un anno fa - rivela Mons. Seccia - sentendone parlare con interesse e preoccupazione, ho colto la nostalgia e il desiderio di coloro che hanno coltivato in questo luogo la propria vita di fede attraverso la celebrazione dei divini misteri e gli immancabili appuntamenti della religiosità popolare.

Molti hanno anche scoperto in questo Tempio la sua storia plurisecolare che si fonde con quella della Città. Storia scritta nelle pietre e nella bellezza di opere d'arte che, ancora oggi, cantano le meraviglie di Dio e permettono all'uomo di innalzarsi al Creatore. Un sentito ringraziamento a quanti hanno collaborato, in diversi modi, al non facile lavoro di restauro del Duomo, alle maestranze, ai tecnici, alla Fondazione Tercas. Un grazie anticipato a quanti vorranno collaborare ancora al pieno e totale recupero delle opere d'arte e di quanto necessario per rendere la Cattedrale cuore della vita religiosa e sociale della Città, impegnata a consegnare ai posteri un patrimonio di storia, arte e fede".

Nel frattempo è stato nominato don Aldino Tomassetti, parroco del Duomo: verrà presentato ai fedeli durante la messa dell'8 settembre. Per il vescovo monsignor Michele Seccia la riapertura della Cattedrale "è momento di grande gioia, perchè la Cattedrale è il segno dell'unità della diocesi, è la chiesa dove c'è la Cattedra, dove il vescovo esercita il suo ministero, dove la comunità si riunisce".

Don Nicola Orsini, già vicario del vescovo, ha seguito per conto della Diocesi i lavori: "In tutti c'è stata grande partecipazione - ha detto - grande impegno e passione nei lavori". Il direttore dei lavori, l'ing. Carlo Taraschi, è entusiasta: "Ci abbiamo messo passione ed anche la faccia in un lavoro interdisciplinare unico del suo genere per la città e non solo.

Ci siamo avvalsi della partecipazione e concertazione di tre Soprintendenze, archeologica, architettonica e demoetnologica. Per le critiche ci sarà tempo. Colonne, capitelli e mura, parlano da soli". E celebrano la luce. Il tiburio è rischiarato da fasci di luce proiettati dal basso e dall'alto. Effetto miracolistico assicurato. Il Paliotto sull'altare maggiore, è cinto da una teca di protezione con sistema di allarme e illuminazione. L'altezza del piano marmoreo dell'altare (dove celebra il sacerdote) è stata regolata ai canonici 97 cm contro i vecchi 110, rendendo agevole la vista dell'officiante ai fedeli. La direzione dei lavori ha pensato bene di lasciare disseminati nel Duomo dei tasselli-rivelatori delle strutture antiche di diversa cromia.

Per l'inaugurazione (la messa inizia alle ore 19) di sabato 8 settembre, a un anno esatto dall'arrivo del nuovo vescovo Michele Seccia, sarà posizionato un maxischermo all'esterno della cattedrale con audio in alta definizione ed è prevista la diretta Tv dalle reti Trsp e dal canale 886 di Sky. "Le porte esterne del Duomo - rivela l'ing. Taraschi - ci spiace di non averle potute restaurare, per mancanza di fondi, i finanziamenti della Regione e della Curia non coprivano le spese ma non ci arrendiamo". Per la Santa Messa di sabato, sono previste solo alcune sedie per gli officianti mentre i fedeli resteranno comunque in piedi per apprezzare meglio le bellezze del loro Duomo in attesa dei nuovi tradizionali banchi. Due sono le grandi scoperte archeologiche: la cripta di San Berardo e un cunicolo che in origine collegava la Cattedrale con l'Episcopio.

Venuti alla luce grazie ai lavori di scavo per lo smantellamento del pavimento deteriorato. La cripta e il cunicolo oggi sono visibili rispettivamente attraverso una finestra di vetro nella navata centrale e presso l'altare maggiore. Sul fondo della cripta, un muro che oggi costituisce solido appoggio del pilastro superiore e che testimonia il passaggio verso il cunicolo che si apre sotto la navata settentrionale del Duomo cosiddetto del vescovo Arcioni: è il passaggio sotterraneo che fino al 1700 i vescovi percorrevano per trasferirsi dall'Episcopio del palazzo vescovile alla Cattedrale.

Nel 1769 fu sostituito dal passaggio aereo innestato all'altezza del campanile che è stato possibile vedere per 200 anni fino alla scellerata distruzione del 1969. "Reperti di epoca bizantina di straordinaria importanza: lungo il corridoio del cunicolo abbiamo trovato affreschi del primo ‘400 opera del grande maestro del Giudizio Universale di Loreto" - spiega l'archeologa Luisa Franchi dell'Orto, componente del comitato tecnico-scientifico, composto da due luminari del calibro del professor Federico Bologna e Francesco Aceto, massimi esperti di storia e architettura medievale, che ha affiancato e guidato i tecnici della direzione dei lavori e l'impresa.

"Scoperte, come quella di un grosso muro di epoca bizantina, venuto fuori a pochi metri dal portale principale, che pensiamo facesse parte della cinta difensiva di Teramo, che ci consentono di leggere la storia della città di Teramo e - sottolinea la prof.ssa dell'Orto - speriamo si trovino i fondi per rendere fruibile la cripta", la grotta medievale sotto l'altare maggiore del Duomo di Teramo, dove furono traslati i resti di san Berardo, patrono della città, dal 1566 al 1739. Altri restauri sono auspicabili per il coro, gli affreschi dell'abside, il crocifisso tappezzato di firme e incisioni, una madonnina, gioielli di inestimabile valore. Grazie!

 

08/09/2007





        
  



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