Replica di Rossi su quanto dichiarato da Montezemolo sull'assenteismo degli impiegati pubblici
Ascoli Piceno | Il presidente della provincia afferma: Montezemolo continua a prendersela con la Pubblica Amministrazione, e usa pure dati sbagliati.

Di seguito viene pubblicata una lettera del presidente della provincia Massimo Rossi su quanto ha dichiarato il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo a proposito dell'assenteismo negli Enti locali.
"Nell'ennesima puntata della battaglia che il presidente di Confindustria conduce ormai da diverso tempo contro tutto ciò che odora solo lontanamente di pubblico, oggi è la volta dell'assenteismo che, secondo quanto dichiarato nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico alla Luiss, assumerebbe proporzioni enormi anche negli Enti locali. E, tra i campioni di questa poco onorevole classifica, cita anche la Provincia di Ascoli dove i dipendenti, secondo lui, si assenterebbero dal lavoro in media per oltre 70 giorni all'anno.
Montezemolo non solo non è informato, ma non legge neppure il giornale di proprietà di Confindustria. Proprio sul "Sole 24 ore" del 16 aprile scorso, infatti, fu pubblicata una classifica che riguardava i giorni di assenza del personale delle Province italiane. Anche allora quella di Ascoli figurava tra le prime ma in virtù di un dato sbagliato: due giorni dopo, infatti, lo stesso "Sole" pubblicò un nuovo articolo in cui si dava correttamente conto dei reali dati, secondo i quali la Provincia di Ascoli registrava un tasso di assenze dal lavoro assolutamente nella media nazionale. Ma evidentemente il Presidente di Confindustria non se n'è accorto ed ha perseverato. Se poi si fosse basato su dati aggiornati, reperibili senza alcuna difficoltà, avrebbe saputo che, nel 2006, le giornate medie non lavorate pro capite nell'Amministrazione provinciale di Ascoli sono state poco più di 50, comprensive delle ferie, dei permessi e di ogni altro istituto previsto dal contratto di lavoro. Anche in questo caso, un dato assolutamente nella media.
Ma quando l'obiettivo è quello di dare addosso alla pubblica amministrazione, questi sono dettagli insignificanti. E' meglio dipingere il settore pubblico come un ricettacolo di sfaccendati perdigiorno piuttosto che ammettere che è grazie ai servizi pubblici se le persone sono messe nelle migliori condizioni per lavorare bene e quindi alle aziende da cui dipendono di prosperare. Naturalmente stiamo parlando di servizi pubblici efficienti: è questa la battaglia che dobbiamo condurre tutti insieme, non rivendicare titoli di merito, quasi una sola categoria, quella degli industriali, fosse "salvatrice della Patria".
Piuttosto ci dica il presidente di Confindustria se il pubblico era così riprovevole quando elargiva a piene mani contributi alla Fiat o se lo è anche adesso che la Finanziaria si accinge a riproporre sussidi per la rottamazione delle auto di cui la Fiat, quale leader del mercato nazionale, sarà nuovamente la maggiore beneficiaria".
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04/12/2007
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