Prete: Ah se fossimo partiti come gli altri
Fermo | Lallenatore gialloblu parla del nuovo modulo con il trequartista e della compattezza del suo gruppo. Non riesce nemmeno a nascondere il rammarico per quellinizio di campionato a rilento che condiziona ancora la classifica della Fermana.
di Walter Carelli
Pierluigi Prete, 41 anni
Prosegue il momento felice della Fermana che non perde da quasi tre mesi. I canarini si trovano in terza posizione, a cinque lunghezze dalla capolista Atletico Piceno e un gradino sotto la sorprendente matricola Trodica.
Mister quanto rammarico c'è per quel problematico avvio di campionato che ancora oggi sta facendo la differenza in graduatoria?
Dispiace, purtroppo non si può cambiare ciò che è stato. Certo fa pensare, però si vede che le cose dovevano andare in quel modo.
La squadra ha trovato comunque continuità. I nuovi arrivi si sono inseriti alla svelta e il modulo con il trequartista pare riuscire a tirare fuori il meglio dalla sua formazione.
Giocare con il centrocampo a rombo è una soluzione in più che dopo l'acquisto di Maffei abbiamo a disposizione. E' un'alternativa importante da sfruttare in determinate situazioni.
Da fuori la Fermana impressiona perché nonostante le diverse individualità sembra molto unita. E' la compattezza il segreto di questo gruppo?
Sia io che i giocatori siamo coscienti della qualità della rosa che la società ha costruito. Tanti ragazzi sarebbero titolari altrove, invece si trovano a volte a non giocare. Per fortuna ho a che fare con persone intelligenti e disposte al sacrificio. Chi sta fuori cerca di prepararsi al meglio per farsi trovare pronto quando viene chiamato in causa. Se così non fosse la rosa di valore e le tante individualità sarebbero come un boomerang, un'arma che ci si potrebbe ritorcere contro. Sono tutti meccanismi che alleniamo all'interno dello spogliatoio. Con il tempo siamo diventati più maturi, più quadrati e consapevoli della nostra forza.
Nove risultati utili consecutivi, di cui ben sette vittorie. Un solo goal subito nelle ultime sei giornate. Quanti sono i meriti di Pierluigi Prete?
Io credo che un tecnico abbia sempre la stessa percentuale di responsabilità della sua squadra, sia quando le cose vanno bene che quando vanno male. Prendiamo ad esempio Ranieri. Quando la Juve si allontana dall'Inter piovono critiche su di lui, come si riavvicina riceve elogi. Nel giudizio di un allenatore ci vorrebbe maggiore equilibrio e non lasciarsi condizionare troppo dai risultati.
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29/01/2009
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